AIMARO ISOLA

Gli altri architetti:
ODILE DECQ
CARME PINOS
ZAHA HADID
ADOLFO NATALINI

L’intervento dello Studio di Aimaro Isola si colloca nelle aree posizionate intorno ad uno spazio pubblico che, insieme all’albergo e ad alcuni edifici dell’università, definiscono una piazza interna di forma irregolare allungata parzialmente alberata. Si tratta di una sorta di prolungamento del verde pubblico all’interno della trama edificata.
In questa situazione generale l’edificio G17 risulta essere una importante cerniera tra il Parco (luogo di sosta e di relax) e la piazza (luogo di funzioni urbane eccellenti). Le tre maniche residenziali, due sulle estremità ed una circa a metà del lato maggiore, si presentano come dei blocchi di altezze diverse sui vari fronti dell’isolato.
La trama articolata delle coperture con i collegamenti aerei, il porticato continuo a doppia altezza su due lati, l’organizzazione delle logge coperte in facciata, il gioco dei volumi costruiti, insieme, garantiscono una unitarietà compositiva e formale all’isolato verso gli spazi pubblici e sui fronti interni, attenuando la percezione degli “svuotamenti” di facciata nelle zone non edificate. La composizione è inoltre resa complessa da alcuni altri segni (logge scavate, balconi aggettanti), che contribuiscono a caratterizzare ed articolarne ulteriormente il linguaggio architettonico.
L’edificio G13 prevede una organizzazione a quattro corpi di fabbrica disposti sui vertici dell’isolato, parallelamente ai lati lunghi, che impostano su di un piano terreno commerciale a piastra. Al piano terra sul lato verso l’edificio G16 e verso l’università c’è un ampio porticato a doppio ordine che, adattandosi ai livelli del terreno circostante mediante piccole rampe, distribuisce ai vari negozi. La composizione è inoltre resa complessa da alcuni altri segni (logge scavate, balconi aggettanti e altane) che contribuiscono a caratterizzare ed articolare ulteriormente il linguaggio architettonico. Il disegno delle aperture di facciata, di forma e dimensioni variabili, è subordinato ad un disegno più generale della facciata stessa, progettata con particolare attenzione alla composizione dei pieni, dei vuoti e delle superfici trasparenti.
In analogia a quanto pensato per il G13, l’edificio G16 si compone di quattro corpi di fabbrica che impostano su di un piano terreno commerciale a piastra. Al piano terra sul lato verso la piazza interna c’è un porticato coperto da tettoia che distribuisce ai vari negozi. L’edificio è sottolineato nella dimensione verticale dalla presenza di lesene che scandiscono tutte le facciate : le lesene sono cavedi tecnici per l’alloggiamento degli impianti e sono rivestite in muratura di mattoni faccia a vista. Le campiture sono trattate ad intonaco colorato con aperture incorniciate da fasce di intonaco in rilievo ; i portoni di ingresso al piano terreno sono invece contornati da cornici in pietra. I portoni pedonali sono vetrati mentre quelli carrabili hanno tamponamento cieco in legno ; la generalità dei serramenti delle unità abitative è realizzata in legno. La copertura del corpo di fabbrica a sud ovest è caratterizzata dalla presenza di una torretta in struttura metallica tamponata lateralmente in grigliato metallico che ospita la torre evaporativa.
Infine l’edificio G18, che completa la maglia architettonica di cui sopra e che racchiude lo spazio centrale della piazza, è composto anch’esso da quattro corpi di fabbrica residenziali che, si presentano così come una sorta di “torrette” di altezze diverse sui vari angoli dell’isolato. La trama delle coperture, giocata principalmente con padiglioni di forme quadrate , arricchite dai collegamenti aerei dal porticato continuo sul lato piazza, l’organizzazione delle logge coperte in facciata, il gioco dei volumi costruiti, insieme, garantiscono una unitarietà compositiva e formale all’isolato sia verso gli spazi pubblici sia sui fronti interni, attenuando la percezione degli “svuotamenti” di facciata nelle zone non edificate. La composizione è inoltre resa complessa da alcuni altri segni (logge scavate, balconi aggettanti,), che contribuiscono a caratterizzare ed articolarne ulteriormente il linguaggio architettonico.